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Gli specialisti del mercato azionario americano


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Titolo Ferrari, in due anni +300%. Dove può arrivare?

04 Giugno 2018

Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Domino Solutions non è un consulente d'investimento e non offre consigli specifici di investimento. Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo.



  • La nascita della casa automobilistica
  • La quotazione in borsa con Marchionne
  • L'uscita del solidi bilanci
  • Le stime rosse future e le nuove auto

    Penso che tutti conoscano le auto Ferrari, ma seguite anche il titolo in borsa? Per chi avesse vissuto la sua vita in grotta, Ferrari Spa è una casa automobilistica italiana fondata da Enzo Ferrari a Maranello in provincia di Modena. La storia comincia ufficialmente nel 1947, quando dallo storico portone di via Abetone Inferiore a Maranello uscì la prima vettura marchiata Ferrari, la 125 S.

    Enzo Ferrari è nato a Modena il 18 febbraio 1898 e scomparso il 14 agosto 1988, ha dedicato tutta la sua vita alle corse automobilistiche. Pilota ufficiale dell'Alfa Romeo nel 1924, cinque anni dopo fonda la Scuderia Ferrari, in viale Trento Trieste a Modena, con lo scopo di far partecipare alle competizioni automobilistiche i propri soci, soprattutto gentlemen.

    Al termine della seconda guerra mondiale ebbe inizio la progettazione e la costruzione della prima Ferrari, spostata nel frattempo a Maranello, la 125 S, 12 cilindri, 1500 cm³ che, affidata a Franco Cortese, debuttò sul Circuito di Piacenza l'11 maggio 1947 e il 25 dello stesso mese vinse la sua prima gara al Gran Premio di Roma, sul circuito intorno alle Terme di Caracalla.

    Gli anni 50 segnano cambiamenti importanti. Sotto il profilo sportivo si festeggiano i primi successi di una serie che porterà la Scuderia Ferrari a diventare il team più vincente di sempre nella storia della Formula 1.

    Anche il versante industriale fa registrare avvenimenti rilevanti come l'inizio della collaborazione con la storica Carrozzeria Scaglietti per la produzione e il montaggio dei telai delle Ferrari. Il successo di pubblico è tale che tra il 1950 e il 1960 le vendite vengono più che triplicate.

    Alla fine degli anni '60 sulle vetture di F1 fanno la loro comparsa i primi sponsor come anche i primi loghi sulle scocche delle monoposto Ferrari, come quello della Shell, ancora oggi main sponsor insieme a Philip Morris International (che arriva nell'84). Nella seconda metà del decennio la Scuderia raggiunge grandi successi in F1 trionfando più volte nei mondiali Piloti e Costruttori.

    Il decennio si conclude con la triste nota della morte di Enzo Ferrari nel 1988. Fiat incrementa la propria quota azionaria fino al 90%, mentre il restante 10% rimane nelle mani del figlio di Enzo, Piero Ferrari. Se dalla Formula 1 arrivano solo due Mondiali Costruttori ('82 e '83), in quegli stessi anni prendono forma automobili capaci di segnare un'epoca: la 288 GTO e la Testarossa nel 1984, la F40, l'ultima vettura di Enzo Ferrari, nel 1987, seguita dalla F50 nel 1995.



    La crescita nel mondo

    La società amplia la presenza nei mercati emergenti come Medio Oriente, Cina, Giappone e il resto dell'Estremo Oriente, mentre viene consolidata la posizione in mercati come Stati Uniti, Regno Unito e Germania. A livello di gamma vengono aggiunti modelli in grado di offrire un più elevato livello di comfort e di guidabilità, mantenendo prestazioni da Ferrari.

    Dal 2014 l'azienda è guidata da Sergio Marchionne, già amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, che ne è diventato anche presidente succedendo a Luca Montezemolo. Nel 2015 FCA mette in vendita il 10% delle proprie azioni Ferrari nel quadro di un'offerta pubblica iniziale e il 21 ottobre la Ferrari viene ammessa alla quotazione sul New York Stock Exchange (NYSE:RACE).

    Il cavallino rampante (marchio della società), simbolo di coraggio e temerarietà, era originariamente l'emblema personale del maggiore Francesco Baracca, pilota della prima guerra mondiale, che faceva dipingere sulle fiancate dei suoi velivoli. Il 17 giugno 1923 Enzo Ferrari vinse la prima edizione del gran premio del circuito del Savio vicino a Ravenna e in quell'occasione incontrò la contessa Paolina, madre di Baracca. La contessa propose a Ferrari di utilizzare il cavallino rampante sulle sue macchine sostenendo che avrebbe portato fortuna. La prima corsa nella quale l'Alfa Romeo permise di utilizzare a Ferrari il cavallino sulle macchine della scuderia fu la 24 Ore di Spa del 1932 dove vinse.


    Nel 1945 Ferrari fece ridisegnare un nuovo cavallino rampante da Eligio Gerosa, giovane incisore milanese. Nel progetto venne aggiunto lo sfondo giallo canarino, uno dei colori di Modena. Il cavallino fu disegnato più snello e riproporzionato nelle dimensioni,  con lo zoccolo che sovrasta la barretta allungata della "F". Il cavallino rampante non è stato utilizzato unicamente dal marchio Ferrari: l'ingegnere Fabio Taglioni, concittadino di Baracca, lo applicò sulle motociclette Ducati tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta.

    Un cavallino rampante, molto simile a quello della Ferrari, è contenuto anche nello stemma della Porsche. Nella sua autobiografia, Ferdinand Porsche spiega che nel 1952 cominciarono a valutare l'ipotesi di un marchio di fabbrica per le automobili Porsche. Durante una cena a New York disegno su di un tovagliolo lo stemma del Wurttemberg e in mezzo pose quello della città di Stoccarda, il cavallino rampante (che in realtà è una giumenta), e sopra scrisse il nome Porsche.

    Bilanci solidi che corrono come le loro auto

    Il Cavallino Rampante ha chiuso il 2017 con ricavi pari a 3,42 miliardi di euro, in salita del 10% rispetto al 2016. Il gruppo ha consegnato quasi 8.400 vetture, con un aumento annuo di 384 unità, il 5% circa. Il margine operativo lordo à stato pari a 1,04 miliardi in rialzo del 18% su base annua mentre il reddito operativo adjusted è stato pari a 775 milioni di euro, in progresso del 23% rispetto ai 632 milioni del 2016. L'utile netto di 537 milioni di euro in salita del 34% rispetto ai 400 milioni del 2016 e del 26% rispetto ai 425 milioni dell'utile netto adjusted dell'anno passato. L'utile netto per azione è salito in 12 mesi a 2,83 euro dai 2,25 euro di fine 2016.

    Queste cifre indicano che gli utili sono saliti con una progressione tripla rispetto ai ricavi, per il Cavallino rampante, uno dei marchi più noti al mondo, capace di mettere in moto irresistibili pulsioni all'acquisto nella platea di nuovi milionari che ogni anno si affacciano al panorama mondiale.

    Ormai prossimo all'uscita da Fiat Chrysler, Sergio Marchionne ha deciso di affondare ancora di più sul pedale dell'acceleratore di Ferrari, azienda che guida con la doppia carica di presidente e Ceo. E così, quando il primo febbraio ha presentato i risultati del 2017 di Ferrari Spa, ha voluto sorprendere la platea degli analisti annunciando anche gli obiettivi a medio termine, in cui prevede di chiudere l'esercizio con ricavi superiori ai 3,4 miliardi di euro, mentre il margine operativo lordo adjusted dovrebbe superare gli 1,1 miliardi di euro. A fine anno l'indebitamento industriale netto dovrebbe risultare inferiore ai 400 milioni di euro, includendo una distribuzione ai possessori di azioni ordinarie ed esclusi potenziali riacquisti di azioni. Le spese in conto capitale nell'intero esercizio sono stimate a 550 milioni di euro. La società ha inoltre indicato anche alcuni target finanziari a più lungo termine.

    Cosa aspettarsi dal futuro

    Quando si parla di nuovi ricchi si pensa subito all'Asia e in particolare alla Cina, dove i patrimoni crescono rapidamente. Secondo un recente studio, nel 2016 in Cina c'erano almeno 1,6 milioni di persone con un patrimonio finanziario di 10 milioni di yuan, pari a 1,5 milioni di dollari. Dieci anni prima erano solo 180mila.

    Ma il vero Paese dei Paperoni è l'America. Lo certifica il Global Wealth Report di Credit Suisse, dove si legge che nel 2017 negli Usa si sono affermati 1,1 milioni di nuovi milionari, portando a 15,4 milioni il totale delle persone con patrimoni a sei zeri. I ricchi americani sono il 43% dei milionari di tutto il mondo. Ed è soprattutto agli americani a cui Marchionne si rivolge,  quanto immagina i prossimi piani con cui pensa di portare sul mercato yacht ed elicotteri con marchio Ferrari, e forse anche arredamento di altissimo livello.

    A seguito di una dettagliata revisione del portafoglio attuale e delle iniziative di sviluppo dei nuovi prodotti, il management si attende un margine operativo lordo adjusted di 2 miliardi di euro e un free cash flow industriale di 1,2 miliardi di euro prima del 2022. Inoltre Ferrari punta ad azzerare l'indebitamento industriale netto non oltre il 2021.



    Fra gli ingredienti che permetteranno di raggiungere i risultati annunciati ci sono due novità assolute per la Casa di Maranello, e cioè un Suv e un'auto interamente elettrica. Il Suv, che come ha detto Marchionne "sarà il più veloce sul mercato", sarà disponibile verso la fine del 2019, non ne verranno prodotti più di 1.000 all'anno per essere venduti a un prezzo base di circa 200mila euro. Pochissime le notizie sulla Ferrari elettrica, una supercar a batterie con la quale Marchionne vuole sfidare Tesla nella fascia più alta dei veicoli elettrici. Secondo alcuni analisti si tratterà di un modello per veri aficionados, probabilmente non ne verranno prodotti più di 300 esemplari per essere venduti a un prezzo terribilmente caro: oltre 1 milione di euro.




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